Giorni di scuola

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Nel mio corredo da giovane studente anni ’70 campeggiavano le galosce o, meglio, gli stivali di gomma, neri. Comprati da Tenuzzo, nel vecchio negozio, quello lungo la via che porta a San Francesco. Non le amavo ma, di certo, per saltare nelle pozzanghere erano eccezionalmente utilissime. Per andare a scuola un ombrello e , temo anche, una viscida sottomarca di K-way. Lungo la strada altri con galosce, sottomarche di K-way e ombrelli rigorosamente chiusi e neri sotto gli scrosci battenti e frangette attaccate alle fronti e afrori tra il plasticoide e l’umore primordiale degli ormoni. Mi ricordo solo gioia e i sorrisi di quegli amici. Chi ha bloccato il traffico stamattina, insieme a decine di compagni di giochi modernissimi, non portava galosce, guidava suv e macchinette superfashion, il K-way era originalissimo ma inutile sotto la carrozzeria, l’afrore non era genuino, mascherato da profumoni. Di gioia neanche l’ombra in quei bambini asciutti e frettolosi che entravano in classe già stanchi. L’odore di pizza mi ricorda che il forno vicino alla scuola era di mio zio…. ed è buona buona buona….

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