….soliloquio

222La Sua mano si irrigidisce al contatto e schiva abbracci e baci, come stamattina prima dell’ultimo saluto, quasi una spallata per mandarmi via, già cogli occhi altrove. Salvo poi darti speranza alla sera o prima di dormire quando cerca sicurezze e calore e da grande si fa piccola, ingenua, testarda anche nei sogni.

Cordiale, affabile, cortese e bellissima mi affascina.

Sceglie con cura ogni Suo abito e sa cosa La fa piacere anche se, a ben guardare è chiaro che vuole piacere innanzitutto a Se stessa.

I capelli, lunghi, non Le fanno da corazza e ispira simpatia. Comanda senza sconti e non sopporta. La voce è scura, profonda. Saprà usarla all’occorrenza.

La vedo andare via; un’amica la bracca e la porta lontano tra discorsi, dolori e risatine. Lei è un appiglio.

La campanella della scuola mi strappa definitivamente mia Figlia. La guardo entare. La saluto da lì. E non saprà di questo Amore, almeno per oggi.

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