DIVARIO

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Lo svolazzo di avanzo della camicia scura indossata sopra copre ad arte le pudenda ben evidenziate dallo striminzoleggins: un pò fatina moderna, un pò maliarda operatrice dell’occulto. Il tacco, sotto lo stivale adatto alla pioggia, è anch’esso acconcio al personaggio e alla temperie. Nessuna paura in caso di eccessive precipitazioni: la bocca rimarrebbe fuori dall’acqua grazie ad opportuni estetici riempimenti e il soggetto appare abituato a ben altre apnee. Il mio pensiero, maschilista il giusto, erotizzato alla bisogna, stride colla solitudine che provo mentre colla figlia si scambia un ombrello. E mentre la mamma indossa con non chalance, e un pò di stizza, quello rosa che era della bambina ancora di più il mio malanimo cresce. Belle, sensuali, panteroidi o sexysensualculturalimpegnatissime le Donne allietano il mio cammino e stimolano l’onanismo. Solo mi sembra che manchi la Persona e la femminilità, così sbraitata, si è fatta una marmellata che pretende di essere buona prescindendo dal gusto personale. Mi vogliono vendere ‘ste Donne a quote, come fossero vacche da latte. Ogni diniego diventa offesa, ogni tentativo di arrivare alla Persona, sotto tanta curatela appare una violenza, un tentativo di forzare il chiavistello. Bisogna prendersi quello che si vede e il meccanismo della comunicazione di massa non mi aiuta. Iperindipendenti, economicamente abili, giunoniche, sibilline, perennemente teen e al tempo stesso mature da far sognare: rivendicano rispetto e chiedono amore. Vogliono sesso spicciolo e accortezze romanticose da novelli Lancillotto. La violenza tutta maschia distrugge questo novello archetipo e l’orco, di volta in volta, è chi le spia cercando una chiave, chi violenta e uccide, chi si aspetta solo risposte dietro un silenzio ostentato con erotico distacco, chi vorrebbe leggere il libro millantato in tanta copertina, chi vorrebbe fare della Donna un pasto e basta. E a volte si apre il baratro delle solitudini dove scompare il singolo e si spiaccica malamente la marmellata sull’asfalto, su un sedile, in casa o in un boschetto.

L’orco.

Gli orchi.

Le vittime.

A Recanati la marmellata ha l’aspetto di un bambino e l’orco non mi assomiglia con quei capelli lunghi.

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