IL DOPO GUERRA 2

1
foto dalla rete

Io ho visitato una foiba o meglio, la terra sparsa sopra a coprire lo sdegno, a nascondere il tetro squarcio, la vergogna, i metri cubi di cadaveri dentro, sopra i cannoni della prima guerra. Ho pianto mentre mi tremavano le mani ma tanto piovigginava e chi era con me rispettava ogni cosa. Io ho capito l’orrore e la vigliaccheria, l’idiozia e l’inutilità di ogni stato, che sia di cose o di diritto. Ho capito l’uomo che sono e quello che vorrei. Mi ha fatto schifo quella terra gettata sopra a nascondere colla scusa della dignità dei morti; ché morti sono, e sono stati resi tali, da mano ignobili perchè senza la scusa della guerra, morti dentro un vuoto di potere colmato dalla bestia più feroce. E se io fossi stato lì non avrei potuto fare altro che precipitare legato, morto o vivo, alle urla o al pianto di centinaia di altri, senza coraggio, senza vita, senza valore. Perchè il valore dovrebbe essere ora il nostro: di scoprire senza vergogna le ossa dei morti e dire chi li ha uccisi. Come ora: chi uccide i vivi prima che morti diventino? Non ci sono ragioni che tengono e noi ne abbiamo sempre meno. Ai morti pesa la terra delle nostre ragioni del cazzo!

Lascia un commento