Il dopo guerra 1

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foto da collezione personale

Riemerge un ricordo ed ha la sostanza di una Polaroid trasmessa ai posteri in virtuale sintonia. Sa quasi di guerra, del ricordo dopo la guerra finita. Lascia un senso di piacere per essere sopravvissuti al dramma senza che alcun dramma sia passato e noi non siamo mai stati indenni a nulla. La gita. Una esperienza ed una vita che sembrano altrove ma con un senso più profondo. E allora ricordo un paio di occhiali perduti per sempre e la lucertola fatta nascere sulla riva. L’ombrello che servì. E tanta rabbia. Tanta vergogna. Sulla pellicola i segni di una penna che contribuisce a dare il senso di essere arrivati a un dopo senza gloria alcuna. Una pausa in un tempo che fugge e non va lontano.

Il formato del ricordo fatto immagine sembra generato apposta per rievocare e sarà per sempre impresso nella memoria dall’odore dell’istantanea testimone eterna di un attimo ancora che non vuole fuggire via e i morti che giacciono, chi nell’acqua e chi in cima; agli opposti e non si sono mai detti addio.

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